IVASS - LETTERA AL MERCATO

pubblicato il 06/12/2017
 

L’IVASS, con comunicazione al mercato del 6 novembre 2017, ha finalmente chiarito alcuni aspetti che impattavano notevolmente sulla quotidiana gestione degli intermediari.

Tra le più importanti novità annotiamo:

1. ADDEBITO DI PARTITE NON ASSICURATIVE: le Compagnie non potranno più addebitare in automatico partite a debito o credito dell’Agente, ovvero queste ultime non potranno più essere regolate per tramite del conto corrente separato aperto dall’Agente ai sensi dell’art. 117 del D.Lgs 209/2005

…… omissis….. In coerenza con il chiaro tenore letterale delle norme e con le finalità proprie del conto separato, i movimenti registrati su tale conto devono riferirsi esclusivamente ai premi pagati all’intermediario, eventualmente al netto delle provvigioni ove l’impresa lo abbia consentito, e all’accredito di somme destinate ai risarcimenti o ai pagamenti dovuti dalle imprese di assicurazione.

Sono escluse pertanto le operazioni compiute dall’intermediario a titolo personale o relative alla gestione d’impresa dell’intermediario stesso, così come da parte delle compagnie non sono consentiti addebiti/accrediti sul conto separato non riconducibili alle predette voci ed attinenti ad altre e diverse partite (c. d. partite non assicurative o PNA), pur se originate dal rapporto di mandato in essere con l’intermediario.

2. INTESTAZIONE ED UTILIZZO DEL CONTO CORRENTE SEPARATO: il conto corrente può essere intestato all’intermediario nella sua qualità e deve contemplare tutte le clausole di salvaguardia previste dell’art. 117 del D.Lgs 209/2009. Per gli intermediari che operano per più mandanti (plurimandatari) è concesso l’utilizzo di un solo conto purchè mettano in essere idonee procedure per l’identificazione delle somme dovute ad ogni singola compagnia. Non è possibile imporre all’intermediario plurimandatario l’apertura di più conti correnti.

… omissis… Il conto corrente separato può essere intestato all’impresa o direttamente all’intermediario assicurativo purché sia chiaramente indicato che l’intestazione è nella specifica qualità di intermediario e che il conto corrente è acceso ai sensi dell’articolo 117 del D. Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (ritenendosi preferibile un riferimento puntuale alla norma in luogo di una indicazione generica, allo scopo di evitare possibili equivoci). L’intermediario deve avere cura di verificare che nelle clausole contrattuali del conto corrente separato siano indicati tutti i requisiti che il conto medesimo deve avere in base alla citata norma del CAP (inammissibilità di azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione, ecc.).

L’art. 54, comma 2, del Regolamento ISVAP n. 5/2006 consente all’intermediario che opera per conto di più imprese di utilizzare per il versamento dei premi un unico conto separato, purché ponga in essere sotto la propria responsabilità tutte le cautele organizzative e i controlli per corrispondere all’obbligo di garantire la corretta attribuzione delle somme a ciascuna mandante e a ciascun cliente.

Per contro, non è possibile imporre all’intermediario titolare di una pluralità di mandati l’apertura di diversi conti correnti separati. In proposito si fa riferimento al provvedimento n. 24935 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e agli specifici impegni assunti sulla questione dalle imprese interessate.

3. FIDEJUSSIONE SOSTITUTIVA DEL CONTO CORRENTE SEPARATO METODO DI CALCOLO: il capitale garantito dalla fidejussione deve essere pari al 4% dei premi netti incassati con il minimo di € 15.000,00 ed è pertanto vietato chiedere all’intermediario plurimandatario una fidejussione per ogni singolo mandato.

… omissis…In caso di plurimandato, per determinare l’importo della fideiussione bancaria, il 4% previsto dall’art. 117, comma 3 bis, del CAP deve essere calcolato sul monte-premi netto complessivamente incassato dall’intermediario (indipendentemente dalla quota afferente ai singoli mandati), risultante al 31/12 dell’anno precedente.

4. UTILIZZO DI CARTE DI CREDITO PREPAGATE: è fatto divieto all’intermediario che opera con conto corrente separato, ad effettuare incassi dei premi a mezzo di carte di credito “prepagate” non strettamente collegate al conto corrente , poiché questa modalità contravviene alla vigente normativa sulla separazione patrimoniale in quanto, seppur temporaneamente, viene realizzata una giacenza su uno strumento che non ha le tutele previste per il consumatore dall’art.117 del CAP (inammissibilità di azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione, ecc)

… omissis … Per gli intermediari che operano con conto corrente separato, l’utilizzo per l’incasso dei premi di una carta di pagamento prepagata non direttamente collegata a tale conto realizza una forma d’incasso “in proprio” che non può ritenersi conforme ai requisiti che la normativa vigente in materia di separazione patrimoniale pone a garanzia del corretto funzionamento del mercato assicurativo.

Infatti la carta in questione si fonda su un ulteriore e diverso contratto con l’istituto di credito emittente e proprietario della stessa, non soggetto alle tutele legali proprie del conto separato (inammissibilità di azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione, ecc.).

In altri termini, per i premi incassati tramite carta di pagamento si determina una giacenza, seppur temporanea, su uno strumento diverso dal conto separato e privo delle garanzie che lo assistono.

Nel richiamare il disposto dell’art. 54, comma 2, del Regolamento n. 5/2006 nella parte in cui prevede che “Agli intermediari non sono consentiti versamenti temporanei dei premi e delle somme destinate ai risarcimenti o ad altre prestazioni assicurative dovute dalle imprese nei conti correnti diversi dal conto corrente separato.” si osserva che il principio della separazione patrimoniale, nel sistema del CAP e del Regolamento n. 5/2006, esclude che i premi e le somme citate possano transitare per conti diversi dal conto separato: a tali diversi conti può essere assimilata la carta di pagamento che, pur non essendo formalmente qualificabile come conto corrente, ne presenta le funzionalità proprie.

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